Una buona causa

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Oggi devo, necessariamente, scrivere un post un po’ particolare…sicuro di incontrare il vostro consenso.

Qualche tempo fa, immerso nel mio lavoro, all’epoca, di monitore televisivo, ero uno di quelli che contano per quanto tempo parlano politici e personaggi socialmente rilevanti in Tv.
Ricordo perfettamente lo sconforto che mi coglieva quando mi si presentava davanti una trasmissione di un paio d’ore, in cui venivano intervistati personaggi di ogni genere, che per rilevanza, andavano analizzati in ciò che dicevano. Ma ricordo altrettanto bene il giorno in cui mi sono imbattuto in una trasmissione, che andava in onda da un Teatro riminese, grazie all’emittente RiminiTv, nella quale, oltre ad una serie infinita di cantanti, era presente un ospite particolare: si trattava di Venanzio Cotelli, vicepresidente onorario dell’AIG, e padre di un bambino malato di Glicogenosi.

Associazione Italiana Glicogenosi

L’Associazione Italiana Glicogenosi da lungo tempo si batte contro questa malattia, o meglio questo gruppo di malattie, in cui vi è una carenza o un deficit funzionale di un uno degli enzimi coinvolti nel metabolismo del glicogeno, il polisaccaride che funge da deposito e da riserva per le molecole di glucosio.
La Glicogenosi è una malattia rara, che colpisce circa un bambino ogni mille, e che per questo non gode di un’adeguata copertura mediatica e finanziaria, necessaria per la ricerca.
Ho ben fissata in mente la naturalezza con la quale il Signor Cotelli spiegava in cosa consisteva la malattia e cosa si proponeva di fare l’associazione, e non ricordo mai una parola volta ad elemosinare qualcosa. Piuttosto cercava di rendere consapevole il pubblico che lo ascoltava, e sottolineava, naturalmente, come in questi casi, di malattie rare, la ricerca sia tutto.

Alla fine ho persino dimenticato che stavo svolgendo un lavoro, e ho ascoltato con interesse tutta la trasmissione, pur continuando a monitorare, senza saltare parti che avrei potuto ignorare.
Ora che ne ho avuto la possibilità ho deciso di raccontare questo incontro.
Chiunque di noi può fare un sito sull’ottimo sito dell’associazione e rendersi conto più da vicino di questo serio problema che solo con la forza di volontà può essere arginato.
Per chi volesse, sempre sul sito dell’AIG è presente una sezione in cui si può dare il proprio sostegno, anche economico, a chi si impegna in questa battaglia.

Voglio ribadire ancora una volta che io non ho alcun legame con l’associazione, e che ciò che ho scritto è dovuto solo alla bontà di un progetto, serio ed importante, che mi ha coinvolto in un pomeriggio, di un maggio caldo e faticoso di qualche tempo fa.

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