Presi in Rating

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Lehman Brothers Holdings Inc. era una società finanziaria, attiva a livello globale, fondata nel lontano 1850, da tre fratelli: Henry, Emanuel e Mayer.
Dopo oltre un secolo e mezzo di vita, “spesa” nei principali scenari politici ed economici del mondo, la Lehman Brothers, il 15 settembre 2008 annuncia il fallimento, una vittima in più della crisi finanziaria globale.
Il suo debito, all’atto della notifica del dichiarato fallimento, ammonta a 613 miliardi di dollari!
La più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti.

Un giorno prima, la società era stata ritenuta affidabile, e con un “Rating A“, quello che  fa riferimento a chi ha una solida capacità di ripagare il debito.
Ma chi è che stabilisce un rating, e chi sono questi arbitri dell’economia? Le agenzie di rating sono soggetti privati che forniscono un servizio. Attribuiscono un giudizio circa la capacità di un soggetto di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. Vi sono poi i rating sul debito delle singole nazioni. Le agenzie di rating valutano e classificano i titoli del loro debito in base alla capacità che gli stessi Stati dimostrano di fronteggiarli.
E’ comprensibile dunque la centralità, nello scenario economico, che assumono tali valutazioni, e l’assoluta necessità di potersi avvalere di agenzie imparziali al momento di un giudizio sulle proprie capacità finanziarie.

Sono molte, ma non moltissime, le agenzie che si occupano di questo lavoro. Le tre principali sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings. Sono loro a fornire servizi per le economie degli Stati, sono loro in pratica a condizionare i mercati finanziari ad ogni previsione.
Il problema, ed è bello grande, è che se in principio offrivano, dietro pagamento ai detentori di titoli di credito, il loro giudizio sul comportamento dei debitori, oggi queste enità non sono pagate dagli investitori ma dai committenti, le aziende, che desiderino emettere un’obbligazione o attingere a qualsiasi altra forma di credito. Ma il fatto che la loro valutazione sia pagata da coloro che saranno valutati, espone le agenzie a un evidente conflitto di interessi.
Oltretutto le agenzie di rating investono a loro volta denaro in banche e istituti finanziari, come appunto la Lehman Brothers, e risulta quindi difficile credere in una loro imparzialità.

Allo studio ci sono nuove forme di valutazione, o meglio nuove restrizioni per le agenzie di rating che, ad oggi, hanno effettivamente in mano la sorte delle nostre economie.
Ma è sempre bene, nel frattempo, cercare di comprendere qualcosa in  più di quello che ci viene detto.

Siamo sicuri che anche i creditori Parmalat con qualche conoscenza in più, avrebbero riposto meno fiducia nell’azienda di Tanzi, che era classificata come affidabile sino a poco tempo prima del terribile crac.

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