Dadaab e la sete di visibilità

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Immaginate un campo di calcio, di quelli veri, quelli grandi, da Serie A.
Ora immaginate non tre, non quattro, ma cinque campi di calcio messi l’uni vicino all’altro, un’area immensa di 50 chilometri quadrati, si potrebbe costruire una fantastica città del divertimento, colorata, accogliente, anche costosa.

Campo profughi di Dadaab, Kenya – AP

E invece no, in un altra parte del mondo, di quelle che non ci interessano perché troppo lontane dai nostri svaghi quotidiani, quest’area gigantesca è diventato uno dei più grandi centri di accoglienza profughi del mondo.

Il campo di Dadaab, di cui non c’è traccia neppure nella pagina italiana di Wikipedia, è stato attrezzato per ospitare 90mila persone. Attualmente, però, ne ospita ben 370mila, perlopiù provenienti dalla Somalia, distante circa un centinaio di chilomeetri. Sono persone, vite e storie di individui in cerca di una salvezza da guerra, siccità, povertà e malattie. Il campo è al collasso, e si attende il consenso del governo, per aprirne un altro, già pronto, situato nelle vicinanze. Ma questo placet tarda ad arrivare.
Chi certamente non tarda ad arrivare sono i nuovi profughi, sempre dalla Somalia e da tutta la zona del Corno d’Africa, che fuggono dalla più grave siccità degli ultimi sessanta anni.
Secondo le stime dell’Onu, ogni giorno più di mille cittadini profughi abbandonano le proprie case per recarsi nella capitale, Mogadiscio, o nei vicini campi d’accoglienza. Ma è una situazione che non può reggere a lungo…
Secondo gli esperti lo stato delle cose andrà peggiorando; è previsto infatti un aumento della siccità e una diminuzione degli approvvigionamenti con la diretta conseguenza di un aumento dei prezzi per i prodotti primi, ormai giunti alle stelle.
Come se non bastasse il gruppo terrorista Al-Shabab, che controlla ampie zone del territorio in cui si sta sviluppando questa crisi, impedisce alle organizzazioni umanitarie di adoperarsi liberamente, accusandole di essere anti-islamiche.

Purtroppo questa catastrofe non sta ottenendo una adeguata copertura mediatica, anzi è del tutto assente dall’agenda dei media di massa, ma è una tragedia che si sviluppa in queste ore. Le stesse in cui andiamo a dormire, un po’ seccati, pensando a cosa metterci domani…

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2 pensieri su “Dadaab e la sete di visibilità

  1. dicksick

    Fortunatamente esistono questi spazi e le persone come te che comunicano tali questioni, di cui altrimenti non si verrebbe mai a conoscenza. Ed è questo il vero scandalo dei paesi che si definiscono “civili”.

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