L’imprendibile fuga dei sogni: Curious George

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Ci sono storie in cui realtà e finzione si fondono, in cui l’autore vive avventure degne dei suoi
personaggi, al limite dell’immaginazione.
È questo il caso di Hans Augusto Rey e del piccolo scimpanzé nato dalla sua fantasia, passato alla storia come Curious George.
Il piccolo animale, famoso in tutto il mondo e protagonista di innumerevoli avventure dalla carta stampata, alla TV sino al cinema, ha però una genesi piuttosto particolare.

Il suo “papà”, il signor Rey, nasce nel 1898 ad Amburgo, e sin da piccolo è un appassionato degli animali, vivendo nei pressi dello zoo della città tedesca.
La sua adolescenza scorre via serena, ma la crisi economica che colpisce anche la Germania sul finire degli anni ’20, costringe la sua famiglia ad emigrare a Rio de Janeiro, dove però Hans stringe i rapporti con una giovane amica di famiglia, Margret, che alcuni anni dopo, nel 1935, diventerà sua moglie.

Subito dopo il matrimonio i due si trasferiscono a Parigi, e iniziano a lavorare ad alcune storie per bambini, tra cui Cecily G. e le nove scimmie, che avrà un discreto successo. Tra i personaggi del racconto ce n’è, però, uno che spicca più di tutti. Si tratta di una piccola scimmietta, curiosa e un po’ monella, che meriterebbe delle avventure tutte sue, tanta è la simpatia che suscita nel lettore.

Ma c’è un particolare che spezza i progetti fantasiosi della giovane coppia. Sia Hans che Margret, sono ebrei. E sono anni duri, anzi durissimi, quelli che si prospettano a causa del nazismo.

Da Parigi decidono così di andarsene in tutta fretta. L’esercito tedesco è ormai alle porte e non c’è tempo da perdere. Hans costruisce allora, con i rottami che riesce a rimediare, due biciclette.
L’unica loro speranza di salvezza.
Vanno via letteralmente di corsa, ma tra i pochissimi oggetti che portano con sé, uno è destinato a cambiare la loro vita e quella di milioni di bambini: un manoscritto con la prima storia di Curious George.
Raggiunta Lisbona, si imbarcano per far ritorno in Brasile e da lì proseguono per gli Stati Uniti, New York.

Da questo momento è la piccola scimmietta a diventare il vero protagonista del nostro racconto.
In pochissimo tempo le sue avventure, alle quali i coniugi tedeschi lavorano incessantemente ed in armonia, godono di un successo forse inaspettato, ma assolutamente meritato.
George è una miniera di emozioni, con numerosi libri (C.G. Takes a Job, C.G. Rides a bike, etc) che si susseguono in poco tempo, e la sua curiosità irrefrenabile lo porta a vivere avventure senza fiato in cui piccoli e grandi lettori possano dare forma alla loro fantasia.
C’è molto dei suoi creatori nelle storie di George. Anche lui passa dal Brasile e dalle lussureggianti foreste in cui viveva, alla chiassosa e moderna metropoli, New York, e lì si imbatte in un mondo lontanissimo dalle sue origini, ma pieno zeppo di cose da scoprire. Il traffico, gli enormi palazzi, la folla frenetica non spaventano il piccolo scimpanzé, ma anzi alimentano la sua curiosità, che lo spinge ad avventurarsi nelle situazioni più improbabili.

Ed è questo gusto della scoperta, sul filo dell’imprevedibilità, che insieme alle illustrazioni curate da Margret, rende la serie di libri dedicata a Curious George un momento unico nella storia della narrativa per bambini.
Esempio lampante di come il potere della fantasia e la capacità di raccontare ed emozionare, siano più forti di qualsiasi imprevedibile difficoltà.

A distanza di più di ottant’anni da quel primo volume, protetto con tutta la forza possibile, il piccolo George continua a far brillare gli occhi dei bambini che leggono le sue storie (più di 25 milioni di copie vendute) e guardano le sue illustrazioni.
Continua con tutta l’allegria che l’ha sempre contraddistinto, ad invitare i piccoli di tutto il mondo alla conoscenza. Potere della fantasia, magia dei bambini.

[Articolo originariamente scritto per Plain Ink]

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