Orgoglio

Standard

Orgullo, Pride, 誇り, Orgoglio, Гордость, Stolz, Orgulho,גאווה

Non c’è molta ombra sabato 2 Luglio, verso le 6 del pomeriggio, a Calle de San Bartolomé, strada alla moda e talvolta smodata di Madrid.

Scarpe radianti calpestano quel po’ di asfalto libero che resta, occhi brillanti posano rapaci i propri sguardi in un altrove ormai presente. L’Orgoglio sfila tra illusioni collettive, e il pensiero va, oltre ciò che resta, che è carne.

Orgullo Gay 2011 ha solo un giorno diverso in cui esprimersi dal più nostrano Orgoglio Tricolore, andato in scena qualche tempo fa, di nostalgiche fantasie fasciste, oppure dal terribile Orgoglio Pedofilo del 2007, eppure infinite sfumature allontanano il significato che alla parola Orgoglio viene dato.

Il limite dell’autostima ci porta a cercare àncore di salvataggio per sfuggire al macello imposto da un “diluvio informazionale” di cui ancora siamo vittime e da cui risulta arduo emanciparsi. L’orgoglio in questione sminuisce la giustizia di alcune cause, rendendo ancora più omogenea e confusa la realtà dei fatti.
Da quale logica possiamo dedurre che un Orgoglio Pedofilo sia meno orgoglioso di un Orgullo Gay? L’infamità di un pedofilo basta a renderlo meno fiero di un fascista in voga di parate militari? E la disponibilità al dialogo di una comunità gay ci aiuta a percepire il suo orgoglio sacrosanto, o è dunque insensato ostinarsi a proporre lo stesso schema informativo, pur consapevoli dei rischi in cui si incorre?
Probabile, piuttosto, è che la commercializzazione dell’immagine di individui e comunità, stia sempre più imponendo stereotipi vendibili, e soluzioni al risparmio, in cui l’inventiva e l’arguzia scarseggiano, e il livello delle discussioni, di qualsiasi rango, tende a muoversi verso il basso, rendendoci incomprensibile persino le diversità tra macrocosmi differenti.

Calle de San Bartolomé, Madrid, un mese prima.
L’ombra scarseggia, e il tardo pomeriggio della capitale, in una piccola via di Chueca, illumina una coppia di passeggio. Lui e Lui, mano nella mano, condividono l’emozione di un tramonto tra tapas e raciones. Un bacio, limpido, sancisce la loro partecipazione alle forze del pianeta. La trasgressione si abbraccia con la quotidianità, e i ruoli si scambiano.
L’orgolio di vivere un piccolo gesto, libero, sincero, quotidiano e universale rende tutto il resto assurdo. E le etichette perdono di valore, lasciando un solo dubbio, che presto si tramuta in certezza: Orgoglio è spesso un ‘”opinione esageratamente vantaggiosa di se stesso” e come tale annienta l’individuo e le sue aspirazioni, la ricerca della naturalezza è invece l’obiettivo. L’unico grande spot, individuale e collettivo, da mettere in scena quotidianamente, liberamente, sinceramente ed universalmente, con l’ambizione di sgombrare il campo dai tatticismi del mercato dell’informazione, per ritrovare una dimensione intima che ci renda più che altro il senso vibrante dell’essere Fiero.

Smontati dell’ Orgoglio siamo così pronti ad ascoltare ed elaborare ciò che il Messaggio nasconde.