Quanto siamo internet dipendenti? Look Up, il video virale che fa tendenza

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Uscire di casa con lo smartphone in tasca, è ormai consuetudine comune a tutti noi e costituisce un’azione istintiva e meccanica, almeno quanto lo è indossare un paio di scarpe. Dimenticarlo, potrebbe infatti portare a vivere un pomeriggio di vera tensione, nell’angoscioso dubbio di essere stati contattati e di non aver risposto immediatamente. Un piccolo, silenzioso dramma.

Essere online sempre e comunque, dunque. Un imperativo ormai entrato nel quotidiano delle nostre vite e che però, adesso, inizia a fare i conti con atteggiamenti critici sempre più frequenti. A lamentarsi non sono solo i partner desiderosi di maggiore attenzione ma anche una folta schiera di nemici dell’iperconnettività che, ed ecco il paradosso, si fa prepotentemente spazio sulle reti sociali.

Cosa succede intorno a noi mentre siamo occupati a guardare ogni giorno, per ore, lo schermo di un telefono o di un tablet? Qual è la vita reale a cui dare priorità?
Il video virale del momento si pone proprio simili quesiti e il messaggio che Gary Turk, autore e scrittore di Look Up, vuole comunicare, è che incollati come siamo agli schermi non siamo più in grado di distinguere le infinite opportunità che ci passano accanto nella vita fisica, a contatto con il mondo esteriore.

Look Up, in poche settimane ha già raggiunto 35 milioni di visite (potere dei social!) e l’idea è nata perché Gary, nonostante i suoi 422 amici su Facebook, si sentiva terribilmente solo. Ecco che allora ha iniziato a provare a far alzare lo sguardo a chi come lui ha sempre camminato per strada incollato ad un dispositivo tecnologico, fissando un oggetto tra le mani e magari scrivendo su WahtsApp, per informare gli altri di ogni istante della propria vita.
Uscire dall’ipnosi e riprendere il controllo dei contatti umani, quelli diretti. Il video, che stigmatizza aspramente l’utilizzo indiscriminato delle nuove tecnologie, è accompagnato da un testo in rima, seducente ed emozionante, letto dallo stesso autore, con il quale ci vengono descritte le gioie che la vita è in grado di offrire lontano dai tablet, come, ad esempio, condividere davvero delle emozioni con gli amici o conoscersi e innamorarsi con un semplice sguardo negli occhi.

Una visione sintetica, forse troppo, delle cose che ha portato a diverse critiche (e parodie) proprio dal mondo del web. In molti l’hanno giudicata infatti eccessivamente integralista (in effetti c’è anche odore di un certo fondamentalismo religioso), poiché scarta a priori la possibilità di una terza via tra l’utilizzo smodato di dispositivi collegati alla rete e l’astensione più rigida. Chi l’ha trovato piuttosto semplicistico nelle sue conclusioni si è inoltre chiesto se esiste poi davvero il mondo offline descritto da Gary, dove tutti sono felici di incontrare gli altri, i bambini costruiscono case sugli alberi e le coppie si amano sino all’ultimo, anziano sospiro. Ma soprattutto, se esiste, è davvero in contrasto con l’universo della rete e i suoi paradigmi?

La risposta ovviamente non c’è e anzi, come spesso accade con questi temi, il dibattito è destinato a durare a lungo, ma possiamo star pur sicuri che le decine di milioni di visite che il filmato ha ricevuto su YouTube (e che si conclude invitando gli utenti ad andare incontro al mondo subito dopo averlo visto), avranno reso molto felice le tasche Gary Turk, che ora può già pensare al prossimo video virale. Non farlo, sarebbe, questa sì, una visione miope delle cose.

[Scritto in esclusiva per Pronews.it]

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